Chi ha spostato il formaggio?
Era qui, nel deposito, sempre a nostra disposizione.
Poi, ad un tratto… sparito! Il deposito vuoto e tutte le sicurezze svanite, insieme al formaggio.
Il lavoro si è spostato in Cina, il mondo si è riempito di debitori e nessuno sa chi siano i creditori.
E il mio formaggio? Dileguato, dissolto, sparito nel nulla.
E ora…? Cosa facciamo?
Ci rimettiamo le scarpette del cambiamento e ricominciamo a trotterellare nel labirinto misterioso?
Ehi, ma questo non era un paese democratico, anzi una Repubblica democratica fondata sul lavoro?
Io non so neanche cosa vuol dire democratico, intanto il mio formaggio non c’è più!
Vorrei sapere chi ha preso il mio formaggio, quello buono, quello che ho sempre mangiato!
Cosa? Il formaggio è destinato a spostarsi? E perché non me lo avevano detto?!
Per quale motivo dovevo essere pronto allo spostamento? Il deposito era pieno ed è nella mia natura mangiare formaggio. Mica sono nato per essere pronto, sono al mondo per gustare il mio prelibato formaggio.
Un giorno c’era e il giorno dopo non c’era più.
Dovevo controllare, annusare e programmare il consumo del formaggio? Eh sì, magari anche prevedere che un giorno sarebbe esaurito, finito, sciupato, depauperato.
Qualcuno pensa che avrei perfino dovuto proteggerlo.
Ehi ragazzi! Io sono un topo, non un vocabolario della lingua italiana e nemmeno una guardia giurata!
Io mi alzo al mattino, vado al deposito, apparecchio la tavola e mi faccio una bella scorpacciata di lerdammer, il formaggio giallo, il mio preferito. Poi torno a casa: pantofole, una puntata del Grande Paganello, la mia serie preferita e finalmente scivolo sotto le coperte e continuo a dormire.
Sì, lo so, è una vitaccia ma a me piace.
In fondo cosa chiedo? … solo un po’ di formaggio…
Frantopo Pertiratti
Liberamente ispirato da
Commenti recenti