La magia delle parole e la realtà in movimento
Le parole sembrano chiavi d’accesso.
Con le parole rappresentiamo, descriviamo e realizziamo infiniti mondi possibili.
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Le parole sembrano chiavi d’accesso.
Con le parole rappresentiamo, descriviamo e realizziamo infiniti mondi possibili.
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E se l’unica barriera al flusso dirompente della nostra evoluzione creativa fossero i pensieri e le credenze limitanti? leggi tutto…
Affannarsi senza sosta nel duro lavoro quotidiano può sembrare produttivo ma spesso non porta ai risultati che desideriamo.
Concentrandoci troppo sul “come” corriamo facilmente il rischio di perdere di vista il “perché” facciamo le cose e ci allontaniamo inesorabilmente dalle priorità. leggi tutto…

In una foto ho visto il primo piano di un uomo anziano con uno sguardo talmente intenso da farmi avere la sensazione d’essere nudo, senza difese davanti alla purezza dei suoi occhi.
La fotografia di Fabio Rinaldi è sulla prima di copertina del n° 26 della rivista Montagnart e il volto è quello di Palden Gyatso, il monaco tibetano sopravvissuto a trenta anni di carcere duro, lavori forzati e tortura per essersi battuto contro l’occupazione del Tibet da parte del governo cinese.
L’articolo della rivista recensisce il video di una giovane regista giapponese: “Fire Under The Snow”, dedicato alla vita e alla lotta del monaco a favore dell’indipendenza del suo paese.
Tralasciando l’incredibile muro d’indifferenza che si respira in Italia sulla questione del Tibet, desidero condividere alcune considerazioni sull’avvincente incontro con alcuni monaci tibetani d’alto rango.
Assistere ad alcuni insegnamenti mi ha fatto apprezzare l’approccio scientifico del buddismo nel ricercare tutto ciò che funziona, tutto quello che è veramente efficace per il raggiungimento di un’esistenza felice e per comprendere l’illusione della sofferenza.
Apprezzo la semplicità dei monaci in grado di dare la stessa importanza a cose che sembrano apparentemente così distanti agli occhi di un occidentale abituato a gerarchie di valori precostituite e contaminate dalle apparenze e dal pregiudizio.
Sono in grado di cuocere un piatto di riso, dispensare i sacri insegnamenti degli antichi testi, ricevere un contributo per l’adozione di un piccolo monaco, recitare un antico, ripetitivo e potente ‘mantra’ con la stessa armoniosa naturalezza di chi conosce il potere dell’uomo nel decidere il valore da dare alle cose che fa. Consapevoli che questo potere è nulla in confronto all’infinito.
La naturale genuinità con cui si muovono nel mondo facendo sentire chiunque a proprio agio è contagiosa.
Entrare in contatto con loro fa comprendere chiaramente il livello profondo della loro ricerca spirituale e la millenaria competenza nel capire le emozioni degli uomini.
Grazie Palden Gyatso e grazie a tutti i monaci che quotidianamente con le loro preghiere e le loro azioni rendono il mondo un posto migliore.
Francesco Perticari
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