Leader di te stesso in 25 mosse
Fare del nostro meglio nella vita non basta!
Occorre la capacità di guidare noi stessi verso stati che possano renderci veramente felici.
Questa è l’essenza della leadership e forse anche della vita nel suo costante tentativo di sconfiggere la paura.

Purtroppo, come sostiene il sociologo Z. Bauman, non riusciamo a uscire da un profondo senso di paura liquida perché «rifiutiamo qualsiasi soluzione che non prometta effetti rapidi e facili ma richieda per produrre risultati tempi lunghi e magari indefiniti. Ancor più ci infastidiscono le soluzioni che ci chiedano di prestare attenzione ai nostri difetti e misfatti, che ci impongano –socraticamente- di “conoscere noi stessi”».
In un mondo fluido e complesso come quello attuale, dove tutto e tutti cercano di indurci a rientrare in percorsi programmati che non ci appartengono, esercitare efficacemente la leadership è diventata una necessità che nessuno di noi può permettersi il lusso d’ignorare.
Non credo che esistano alternative ad un percorso strutturato che aiuti le persone ad essere sempre più consapevolmente responsabili dei propri comportamenti.
Ecco alcuni punti che Ti possono aiutare a diventare un leader dell’evoluzione creativa e a fare della vita una stimolante avventura.
1) ASSUMI UN ATTEGGIAMENTO POSITIVO
Impegnati ogni giorno, in tutte le situazioni, a vedere le cose dalla parte delle soluzioni non dei problemi.
2) CREDI IN TE STESSO
Hai tutte le risorse necessarie per affrontare le situazioni, se non ci credi tu per primo è improbabile che lo facciano gli altri.
3) DEFINISCI DEGLI OBIETTIVI E RAGGIUNGILI
Se non hai gli strumenti fatti aiutare da qualcuno, scegli un bravo coach oppure frequenta corsi. I metodi sono tanti e alcuni sono anche molto efficaci.
4) IMPARA E AGISCI OPPURE PIU’ PERICOLOSAMENTE AGISCI E IMPARA
Solo gli sciocchi non imparano dall’esperienza e solo i timorosi non mettono in pratica ciò che sanno. Evita con tutte le tue forze di comportarti da sciocco o da timoroso.
5) FAI DOMANDE E ASCOLTA
Se ti eserciti con gli altri ti verrà più naturale farlo anche con te stesso.
6) IN QUALSIASI RELAZIONE NON LIMITARTI A DARE O PRENDERE SOLTANTO
Altrimenti a una delle due parti non servirà nulla mantenere la relazione. Ricercare costantemente il reciproco beneficio in ogni interazione umana è la chiave verso la realizzazione.
7) CREDI NELLE COSE CHE FAI OPPURE NON FARLE
Non c’è niente di peggio per le persone avere a che fare con individui che non danno valore alle proprie azioni. Inoltre questo atteggiamento diminuisce il senso di amore e di fiducia verso la vita.
PREPARATI CREATIVAMENTE
Esercitati a ottenere, in qualsiasi situazione, la migliore espressione di te stesso.
9) SII SINCERO
… prima di tutto con te stesso e poi allenati ad essere sincero anche con gli altri.
10) SCEGLI LE PERSONE DA FREQUENTARE
La vita è troppo breve, non perdere il tuo tempo.
11) GESTISCI IL TEMPO E RISPETTA QUELLO DEGLI ALTRI
Ricorda: la gestione del tempo non è solo una questione di organizzazione ma fonda le radici sulla capacità di comunicazione con se tessi.
12) RIDI E IMPARA A FAR RIDERE GLI ALTRI
Ridere fa bene alla salute e il divertimento accelera e il processo di apprendimento e poi le persone amano quelli capaci di suscitare sincere risate.
13) MANTIENI LE PROMESSE
Lo so è impegnativo! Io le tradisco a volte perché mi piace dire di sì alle persone. Se ti capita non fartene una colpa, chiedi scusa e allenati a dire di no, prima!
14) NON PARLARE MALE DEGLI ALTRI
A volte la maldicenza può sembrare un’attività simpatica e divertente invece rappresenta la tomba della fiducia anche nei confronti di chi la sta condividendo appassionatamente con te.
15) FAI COMPLIMENTI
Tratta ogni persona come se avesse un cartello attaccato al collo con la scritta: “Fammi un complimento sincero… Ti prego”. Allenati a farlo ma non cadere mai nella compiacenza.
16) CREA FIDUCIA
In ogni ambiente che frequenti assumi un atteggiamento per il quale le persone possano fidarsi di te. Fallo cercando di renderti veramente utile.
17) DICHIARA APERTAMENTE QUELLO CHE VUOI
In un mondo e, soprattutto, in una nazione in cui i furbi la fanno da padrone questa può sembrare un’idiozia ma vi assicuro che spesso funziona e in ogni caso ti fa risparmiare un sacco di fatica ed elimina con facilità le strade che non portano a nulla.
18) DOPO AVER FATTO UNA DOMANDA CONCLUSIVA, TACI
E’ una regola della vendita ma funziona bene anche nella vita.
19) NON MOLLARE
Se sei sicuro di ciò che vuoi non smettere mai d’impegnarti al massimo per averlo. Ogni insuccesso rappresenta un gradino in più verso la meta.
20) GUIDA IL CAMBIAMENTO
L’Universo è dinamico come sostengono i fisici e la realtà è vacua come sostengono i mistici di tutte le religioni, perciò adattati al cambiamento e, consapevole del concetto di Impermanenza, timona il processo nella direzione desiderata.
21) TRATTA GLI ALTRI CON RISPETTO
Sempre. Anche quando le strade si dividono è meglio lasciarsi senza sbattere la porta.
22) SII RESPONS-ABILE
Affina la tua capacità a dare risposte, a trovare soluzioni. Diventa bravo ad apprendere più che ad applicare ciò che sai. E poi agisci.
23) ALLENA LA PASSIONE
Abituati ad agire in un modo eccellente mettendoci tutto te stesso e fai qualsiasi cosa meglio di come sia mai stata fatta. “Se non usate la passione, anch’essa finirà per scemare” (Anthony Robbins).
24) SII CREATIVO
Fallo in maniera diversa da chiunque altro, sfrutta le tue capacità uniche e cerca di fare di tutto affinché gli altri si ricordino di te.
25) DIVERTITI
Trova tu il modo ma non scordarti mai questo punto, per me è il più importante!
Se pensate che io sia molto bravo ad applicare questi semplici consigli vi sbagliate di grosso.
L’utilità della condivisione è finalizzata soprattutto al mio di percorso poiché, ne sono certo, alla fine mi aspettano, per dirla alla Shackleton, “Onori e riconoscimenti in caso di successo”.

Scusa, che significa, al punto 19, “Ogni insuccesso rappresenta un gradino in più verso la meta”?
Sembrerebbe più logico “ogni successo”.
Buona giornata!
Hai ragione Ifigenia, a volte l’eccesso di sintesi porta ad errori di comunicazione.
Quello che intendo dire è che è necessario non avere paura di sbagliare. A volte dopo il primo “pseudo-fallimento” gliela diamo su come dicono a Bologna.
Invece l’insuccesso è utile per capire cosa non devi fare e quindi in qualche modo ti avvicina alla meta. I grandi leader lo sanno ad esempio Ghandi non ha smesso di lottare per la NON VIOLENZA dopo che è stato picchiato e arrestato la prima volta. T. A. Edison direbbe: “solo perchè una cosa non fa ciò che tu ti aspetti non è detto che sia inutile”… anzi! spesso le grandi idee nascono proprio da un insuccesso a volte da migliaia e migliaia d’insuccessi.
Grazie per avermi dato la possibilità di chiarire, spero di esserci riuscito!
ciao
Post interessante con ottimi suggerimenti.
Personalmente credo che, alla fine, quello che conta è condurre la propria vita con amore e per amore. Tutto il resto vien da se.
Un saluto.
E’ vero Mister Loto! Tuttavia, per alcune persone il concetto d’amore è un pò astratto e allora mi sono preso la briga di concrettizzare e rendere operativi alcuni aspetti. In fondo se li metti insieme il post si può sintetizzare così: UN LEADER AMA! e questo potrebbe bastare…
A presto e grazie per il supporto.
Caro Francesco,
come sai apprezzo molto il tuo lavoro, tanto da aver auspicato una collaborazione con il nostro magazine Migliorare.
Molte di queste riflessioni sono interessanti e per questo mi piacerebbe confrontarmi con te sulla loro “attualità” rispetto ai tempi che stiamo vivendo.
Da poco ho manifestato sul mio blog alcune perplessità su concetti spesso affrontati da noi consulenti. Non perché non siano teoricamente corretti ma perché rischiano di risultare teorici rispetto al contesto in cui viviamo.
Credere in se stessi è giusto, ma cosa porta a credere in se stessi?
Guidare il cambiamento è un bellissimo proposito, ma come lo si mette in pratica?
E potrei continuare all’infinito.
Forse vogliono essere spunti da approfondire poi in corsi di formazione. Ma letti così, in quanto tali, rischiano di semplificare la creazione di un atteggiamento (quello della leadership individuale) che il più delle volte è il frutto di altri fattori ben più complessi (e che spesso partono da molto lontano, addirittura dall’affetto ricevuto da bambini).
Ecco, credo che sia giunto il momento di riflettere, noi per primi, sul vero e profondo significato dei consigli che ci troviamo a dare agli altri, per superare la dimensione dello sviluppo dell’Ego, in favore di una Consapevolezza più profonda.
Con stima.
Fabrizio Cotza
Carissimo Fabrizio,
il tuo commento mi piace!
è pieno di dubbi che ti fanno onore poichè denotano una sincera e sofferta volontà di aiutare gli altri e questo scoprire il fianco è una qualità che apprezzo soprattutto se viene fuori da una persona che fa il tuo lavoro.
Hai ragione! credere in me stesso (in senso generico) è giusto e nello stesso tempo semplicistico. La domanda chiave non è “a cosa porta?” ma “come credere?”
Scegliamo dove andare per essere più consapevoli e imparare a dare un valore sempre più alto alle nostre azioni e quindi alla vita.
Crediamo profondamente nei principi dello sviluppo personale forse perchè ci rendiamo conto di quanto sia impegnativo farli propri nel quotidiano e ancora di più regalarli agli altri. Non sono ricette, sono processi che assumono connotazioni completamente diverse a seconda degli occhi con cui vengono guardati.
La scommessa è capire come la formazione o il coahing o la consulenza possa davvero influire positivamente sulla vita delle persone.
Per questo sto cercando di capire l’efficacia delle cose che so e che ho sperimentato iniziando a fare coaching a una carissima amica. E proprio l’altro giorno durante una seduta mi sono bloccato perchè una sua difficoltà è andata in risonanza con la mia. A quel punto le ho detto: “abbiamo del lavoro da fare questa settimana, il primo che supera una certa questione telefona all’altro”; e io proprio oggi ho fallito (nel senso di fare un tentativo non andato a buon fine).
Se fossi stato un professionista quella seduta non avrei dovuto farla pagare, ma per fortuna non mangio con il coaching.
I tempi sono difficili, proprio per questo è necessario adoperarsi con tutte le forze per far crescere nelle persone la spinta a migliorarsi disporre di conoscenze e strumenti straordinari. E non è solo un esigenza individuale è anche una emergenza sociale come ho fatto notare nel post che ti è piaciuto. Solo uomini e donne nuove, consapevoli, capaci di comunicare con se stessi e con gli altri possono salvare un mondo alla deriva. E’ una missione facile? no! ma non c’è alcuna alternativa.
Ciascuno dei punti in questo blog potrebbe essere un corso di formazione, un anno di approfondimento o una vita intera di studio. Ci sono alcuni Monaci Buddisti che passano anni a imparare e a esercitarsi a servire il prossimo e diventano così attenti da poter vedere se vuoi the o caffè solo guardandoti negli occhi.
Forse il trucco sta nel rimanere dolcemente in equilibrio in questa vacua realtà virtuale che ci siamo creati individualmente e collettivamente, cercando di migliorarla piano piano a partire da noi.
Non so se in qualche modo condividere anche i miei dubbi possa averti stimolato, io ti ringrazio per avermi dato la possibilità di pensare…
P.S. Se V. Frankl è riuscito a mantenere e coltivare la leadership e la libertà mentale in un campo di concentramento credo non ci possa essere affetto mancato che tenga, ma questa è solo un opinione.
Buona notte, Fabrizio.
Grazie per la tua risposta, ora ho capito e per di più condivido e non sai quanto.
Eccellenti anche le riflessioni di Fabrizio: per l’appunto, è così (fate quel che il prete dice ma non quel che il prete fa), ma questo nulla toglie alla validità della teoria.
Ciao Francesco,
ho letto il tuo post e i relativi commenti. Vorrei aggiungere una rilfessione, o un ennesimo dubbio
Mi piace l’introduzione che hai fatto e penso che sia la risposta a molti dei dubbi che pone Fabrizio.
“Fare del nostro meglio nella vita non basta!
Occorre la capacità di guidare noi stessi verso stati che possano renderci veramente felici.
Questa è l’essenza della leadership e forse anche della vita nel suo costante tentativo di sconfiggere la paura”.
bisogna interpretare la leadership non come un qualcosa di distaccato da raggiungere, ma qualcosa che sia parte continua della nostra crescita personale e che possiamo condividere con gli altri.
La capacità di credere in se stessi comprende la possibilità di sbagliare e la fallibilità delle nostre azioni, ma mi permette di scoprire e sviluppare quelle che sono le mie caratteristiche e i miei talenti e guidarmi verso le mie mete e imparare infine ad essere una Guida per gli altri.
E’ una ipotesi e non certo esaustiva del concetto di leader, ma penso che le basi per iniziare ad esserlo sono queste, poi c’è il loro sviluppo ch può impegnarci anche una vita.
completamente daccordo caro Roberto,
la tua riflessione è completamente in linea con l’idea di leadership di questo blog…
grazie!
Ho provato, ho fallito.
Non importa, riproverò.
Fallirò meglio.
(Samuel Beckett)
[...] Il giorno dell’anno con il maggior numero di visite è stato l’11 Ottobre con 148 pagine viste. Il post più popolare di quel giorno è stato Leader di te stesso in 25 mosse. [...]
sono d’accordo su tutta la linea…..se soltanto fossimo sempre forti e risoluti, senza la fragilità pronta a saltarci addosso quando meno lo desideriamo, si potrebbe star meglio, deludere meno chi ci sta intorno, e fare meno cretinate. Vebbé! Ha ragione Basaglia quando dice che la contraddizione é la caratteristica base dell’essere umano