I tre modi
Vi sono tre modi di pensare, quando le cose non ci piacciono e non sono come le vorremmo.
Tre modi completamente diversi fra loro, in grado di condurre a risultati altrettanto differenti. Conoscerli ci può aiutare ad essere più efficaci nella vita.

Il primo modo è quello che ho usato per anni, incondizionatamente da vero esperto, prima di avere la fortuna di imparare a rompere gli schemi, ampliare la visione e il coraggio di ascoltare voci diverse dal coro monocorde della superficiale normalità.
E’ un modo buffo di pensare e per spiegarlo voglio usare una metafora facendoti immaginare di avere un giardino davanti a casa. Ti chiedo di fare un piccolo sforzo di fantasia e immaginare un giardino davvero in cattivo stato. La nostra mente è potente e ti sta già aiutando nella visualizzazione, anche se in realtà vivi in appartamento oppure il tuo giardino è proprio come lo vorresti.
Ti affacci all’uscio e vedi erba alta, immondizia sul prato, la staccionata rotta e il vialetto d’ingresso tramutato in un’imbarazzante toilette per cani randagi.
Mi chiedo a quante persone piacerebbe una tale desolazione proprio davanti alla porta di casa.
In questo sgradevole paesaggio si fa strada, accompagnato dalla subdola tentazione del più comodo degli atteggiamenti, quello che chiameremo PENSIERO COMUNE.
Quella vocina che, come la particella di sodio della pubblicità, naviga fra i neuroni e incomincia a sussurrare: “ Il giardino fa proprio schifo… guarda quanto è bello e curato quello del vicino”. E tu difendendoti dall’attacco della vocina interiore gli rispondi –rispondendo contemporaneamente a te stesso – che il vicino è in pensione e non ha nulla da fare oltre al giardinaggio, la falciatrice è rotta da mesi, la bambina ha vomitato tutta la notte e non hai mai avuto il pollice verde.
Te ne torni in casa arrabbiato come un puma, con un giardino-topaia e uno scomodo MODO DI PENSARE COMUNE alla ricerca di scuse o colpe che finiranno per insinuare il dubbio della sporcizia perfino nell’inviolabile mondo della tua identità.
Il pensiero comune non alimenta domande intelligenti. Cerca nell’ambiente e negli altri la responsabilità delle proprie condizioni e ti assicuro è facile, troppo facile, trovare migliaia di buone ragioni che impediscono alla nostra vita di essere come vorremmo che fosse.
RISULTATO N°1: il tuo giardino continuerà a fare schifo e tu non ti sentirai bene. Per niente bene.
Un giorno qualcuno ha scoperto che i pensieri sono materia viva e creativa, all’interno della quale l’individuo ha ampia possibilità di intervento e ha introdotto lo straordinario, entusiasmante, elettrizzante PENSIERO POSITIVO, il secondo modo di pensare.
Wow! Il giardino non fa così schifo. La staccionata è così naif, l’erba alta dà un tocco “nature” al paesaggio e l’immondizia è una performance artistica dedicata alla città di Napoli.
E le merde sul vialetto d’ingresso?
Le merde… ?? Ah sì, servono a tenere lontani gli intrusi, una specie di antifurto, economico ed ecologico.
Tutto è perfetto così com’è. Positivo e perfetto.
E’ un modo di pensare divertente, a volte un po’ forzato e con un allenamento costante si possono raggiungere buone condizioni di benessere.
RISULTATO N° 2: chiusa la porta di casa il giardino continua a fare ribrezzo, il tuo stato è decisamente positivo e soprattutto tragicamente immune da qualsiasi forma di crescita, personale e specialistica (del tipo giardinaggio e piccoli lavori).
Infine c’è il terzo modo. E’ un semplice modo di pensare, talmente semplice che pochi ne fanno uso anche se incredibilmente adatto a tutti, in qualsiasi situazione.
Meno snob del pensiero positivo, é irreperibile negli scaffali della grande distribuzione.
Quando ti affacci sul giardino e t’infastidisce la solita vista del lerciume e l’odore di escrementi, puoi prendere consapevolezza di questo terzo modo di pensare. Con naturalezza, facendo tua la saggezza innata, da sempre preziosa prerogativa di tutti gli esseri umani, puoi chiederti: “Che cosa posso fare ora per il mio giardino?”
E se non hai il tempo, i mezzi, le capacità di fare altro che raccogliere una cacca con le mani… ti metti in azione e lo fai! Semplicemente fai il massimo di quello che puoi fare ora, senza esitazione e senza lamentele inutili.
Questo modo di pensare non ti chiede di essere capace, ti induce a dare il tuo migliore contributo, la tua migliore espressione nel momento presente e il risultato è sorprendente.
Quando rientrerai in casa dopo aver fatto l’unica cosa positiva per te possibile, benché apparentemente insignificante , avrai raggiunto un risultato decisamente superiore a prima: il giardino sarà più pulito, più piacevole, più accogliente.
Tu avrai addosso, nelle mani, l’odore del tuo lavoro e nel cuore il seme sapiente del cambiamento. Saprai di essere in grado di fare la differenza e contribuire ad un mondo diverso, facendo esperienza del dono concesso a chi anela alla completa libertà del proprio pensiero.
Questa potente domanda potrà provocare una rivoluzione nella tua vita e nelle vite di chi ti sta vicino:
“Io, che cosa posso fare ora per …?”
Come un rivolo durante un acquazzone si trasformerà in un fiume in piena verso il mare dell’evoluzione creativa per alimentare il granello che tu hai deciso di seminare.
Questo modo di pensare lo possiamo chiamare PENSIERO FUNZIONALE e non è importante come lo etichettiamo, l’importante è che può essere tuo, se lo vuoi.

Complimenti!