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Comandante salga a bordo, ca…..!

Post scritto da: Francesco Perticari

No. Non è come pensi. Non scrivo questo post per dare una personalissima interpretazione a recenti fatti di cronaca. Troppo facile sarebbe giudicare la completa mancanza di leadership o la vigliaccheria di qualcuno e io mi sto disintossicando dall’esercitare il giudizio che è una di quelle attività mentali inutili e poco funzionali per il raggiungimento di una vita sempre più equilibrata e appagante.

Dietro le azioni degli uomini ci sono zone di ombra e di luce da cui scaturiscono risultati imprevedibili, a volte tragici a volte straordinari. Quando sono tragici attraggono ire collettive e dita puntate e ci scaricano dal fardello  pesante del dover esprimere sempre il meglio di noi stessi, alleviati dalla testimonianza delle deprecabili gesta dei protagonisti. Tuttavia i tormentoni mediatici non rappresentano la cosa migliore sulla quale focalizzarsi anche se danno utili spunti metaforici.

 

Il comandante al quale mi riferisco sono io.

Quello che deve ricordarsi di ritornare a bordo sono io, ogni giorno, come qualsiasi leader, in ogni istante della propria esistenza.

Ognuno di noi ha una nave carica di persone con le quali ha firmato un contratto di viaggio. Ognuno ha mete personali e condivise da raggiungere, armatori ai quali obbedire, orari da rispettare, sbarchi in porti lontani da coordinare e ancora molte tempeste d’attraversare.

Nella crociera della nostra  vita siamo tutti comandanti anche se a volte preferiamo il ruolo di mozzi o di semplici passeggeri.

Siamo mozzi quando rinunciamo a fare delle scelte lasciando ad altri la possibilità di scegliere per noi, e di solito verso destinazioni che non ci piacciono.

Siamo mozzi quando scegliamo la direzione ma rinunciamo alle azioni concrete che le scelte comportano e non facciamo nulla tranne lavare ripetutamente il ponte con la spazzola, in alta uniforme, chinati in una fatica che lenisce  il nostro senso del dovere e non  soddisfa la nostra anima creativa.

Siamo mozzi quando alle scelte facciamo seguire azioni sbagliate che interpretiamo come giustificazioni al lancio in mare delle mostrine del comando.

Siamo mozzi quando lasciamo che i nostri errori spengano l’entusiasmo, la speranza e l’impegno ad essere migliori, abbandonandoci alla resa.

Siamo mozzi quando ci accorgiamo degli altri solamente nelle serate di gala e facciamo finta di niente quando in una notte fredda di gennaio corpi impauriti scivolano dal ponte inclinato della nave verso l’acqua scura e profonda.

Comandante salga a bordo! Cazzo!

Non c’è proprio nulla da fare in questa crociera se non rispondere: “Ok, vado!”  accettando la responsabilità di rendere migliore il mondo e accettando il ruolo di Capitano del proprio destino.

“Capitano! Oh mio Capitano…”, recitava il professore nel famoso film. Non c’è proprio altro da fare che concentrarti su quello che puoi fare tu invece di vedere solo quello che possono fare gli altri; cercare la soluzione invece di definire attentamente il problema; focalizzarti sulle cose importanti invece di farti distrarre dalle luci colorate di un mondo alla ricerca di fedeli mozzi da reclutare nella ciurma della normalità.

Responses to Comandante salga a bordo, ca…..!

  1. Luca scrive:

    …scusa ma mi sono forse perso qualcosa per strada, da quando il “giudizio” è intossicante?
    ..se cerco “giudizio” sul dizionario trovo “valutazione, parere, opinione personale su qualcosa o qualcuno”..oppure “discernimento, criterio, senno facoltà umana di valutare con buon senso”..”processo procedimento giudiziario”..”sentenza il verdetto finale di un giudice”…non c’è nulla che dice “nuoce gravemente alla salute impedendone una vita equilibrata e appagante”…è dall’alba della vita che l’uomo è sottoposto al “giudizio” o ai “giudizi”…forse non saremmo neanche evoluti se persone sagge e equilibrate non esprimevano dei loro “giudizi” su qualcosa o qualcuno….il giudizio è anche e soprattutto CONFRONTO…se devo barattare il mio diritto di esprimere un “giudizio” per una “vita più equilibrata e appagante” simile al vivere in una campana di vetro, ringrazio molto, ma dico di no……

    • Ciao Luca,
      è una questione di legata al mio allenamento il non giudicare.
      Siccome amo scavare (non per niente il blog si chiama Entradentro) per cercare il nucleo profondo delle persone, delle relazioni, delle esperienze, il giudizio mi impedisce di andare oltre, di andare a fondo. Blocca irrimediabilmente il mio pensiero sulla scorza esterna delle cose, perciò non mi è utile. Detto ciò non ho nulla contro il prendere delle posizioni, cosa che faccio e che credo venga fuori anche nel blog, il punto è che non mi voglio fermare al giudizio: primo perchè non me lo posso permettere, secondo perchè credo non sia interessante per le persone che l’ascoltano. Se l’esercizio del giudizio fosse cosa buona per l’uomo credo che vivremmo in un mondo migliore non in un pianeta dove bambini muoiono di fame da una parte e la gente deve lottare contro l’obesità e lo spreco dall’altra. Abbiamo bisogno di altro: condivisione, ascolto, accettazione, scambio… non del giudizio, non serve, credo… ciao Luca, grazie.

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