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Category: spiritualità e anima

Fra le nuvole e il cielo c’è il cuore della nostra identità

Molti di noi vivono credendo di essere delle nuvole, fanno piovere oppure si dissolvono nel cielo proprio come nuvole.

Si spostano velocemente e possono diventare neri cumuli minacciosi oppure splendide e colorate striature nel tramonto. leggi tutto…

Fra le nuvole e il cielo c’è il cuore della nostra identità

Lo zen e l’arte di comunicare in pubblico

C’è qualche cosa di meglio del condividere le proprie idee con gli altri?

Probabilmente sì.

Oltre a fare l’amore, scivolare sulla neve, ridere a crepapelle, anche convincere gli altri delle proprie idee è un’attività appagante; molto meglio rispetto alla semplice condivisione. Essere convincenti, averla vinta, persuadere gli altri sono gli obiettivi veri della comunicazione. leggi tutto…

Lo zen e l’arte di comunicare in pubblico

Il mare

L’inconscio ha bisogno di essere nutrito, esplorato e compreso poichè è il responsabile della maggior parte delle nostre decisioni.
Così pubblico una caramella per l’inconscio del mio solito amico motivatore William F. Sturner.

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Il mare

La leadership delle donne

Da alcuni studi (Chusnir e Parker 1984) sembra che le donne esprimano un maggior bisogno di potere socializzato attraverso una più spiccata motivazione al successo rispetto agli uomini.

Io so, come tutti, che ci sono delle differenze fra uomini e donne, ovviamente fisiche ma anche mentali e comportamentali. Personalmente apprezzo queste differenze poiché dalla loro unione e comprensione reciproca nasce sempre qualcosa di più importante della semplice sommatoria delle parti. leggi tutto…

La leadership delle donne

E se…

E se l’unica barriera al flusso dirompente della nostra evoluzione creativa fossero i pensieri e le credenze limitanti? leggi tutto…

E se…

Un leader non pesca sulla schiena della balena

Pescare sulla schiena della balena è una frase coniata da Joseph Cambell leggi tutto…

Un leader non pesca sulla schiena della balena

La tecnica del Cerchio: come difendere il proprio spazio interiore

 

Affannarsi senza sosta nel duro lavoro quotidiano può sembrare produttivo ma spesso non porta ai risultati che desideriamo.

Concentrandoci troppo sul “come” corriamo facilmente il rischio di perdere di vista il “perché” facciamo le cose e ci allontaniamo inesorabilmente dalle priorità. leggi tutto…

La tecnica del Cerchio: come difendere il proprio spazio interiore

Non fece neppure rumore sulla sabbia

principe

Daniel Goleman nel suo libro Intelligenza emotiva, spiega bene il ruolo decisivo delle emozioni ai fini della razionalità.
Il nostro modo di comportarci nella vita è determinato dall’equilibrio fra l’intelligenza razionale e intelligenza emotiva.
Quando le emozioni prendono il sopravvento in maniera improvvisa eludendo prepotentemente il controllo della mente razionale, si parla di “sequestro emozionale”.
Quello che mi è successo oggi sembra avere a che fare con qualcosa di simile.
A volte il sequestro emozionale avviene in contesti di vita particolarmente drammatici, altre volte esperienze banali possono dare il via a reazioni esagerate agli occhi di un testimone estraneo all’evento.
Per riprendere il controllo emotivo della situazione ho letto alcune pagine di un poetico e illuminante libro: Il piccolo principe, e contemporaneamente mi sono imposto di scrivere questo post seguendo le indicazioni di uno dei miei autori preferiti nel campo della crescita personale. Stephen R. Covey sostiene che: ”Lo scrivere è un tipo d’attività muscolare psiconeurale che aiuta a realizzare un ponte e un’integrazione fra la mente conscia e quella subconscia”.
Voi, come me, sapete bene che trovare l’armonia fra mente e cuore è un duro lavoro, nonostante questo, credo sia l’unica strada percorribile verso la crescita perciò ho usato la scrittura come forma di terapia.
Un leader come lo intendo io, ovvero una persona che cerca di fare la differenza, è sempre in agguato sulle proprie emozioni e al contrario di quello che l’iconografia classica del buon capo ci propone non le gestisce, le attraversa consapevolmente per poter imparare da esse.
In effetti, uno degli argomenti di questo blog è proprio lo sviluppo personale perciò mi è sembrato opportuno scrivere di questo mio tentativo.
Quando siete in conflitto con voi stessi, guardate il cielo e chiedetevi: “La pecora ha mangiato o non ha mangiato il fiore? Forse il Piccolo Principe (o “cimpice” come dice mio figlio) vi darà una risposta.

Francesco Perticari

Non fece neppure rumore sulla sabbia

La libertà in uno sguardo

In una foto ho visto il primo piano di un uomo anziano con uno sguardo talmente intenso da farmi avere la sensazione d’essere nudo, senza difese davanti alla purezza dei suoi occhi.

La fotografia di Fabio Rinaldi è sulla prima di copertina del n° 26 della rivista Montagnart e il volto è quello di Palden Gyatso, il monaco tibetano sopravvissuto a trenta anni di carcere duro, lavori forzati e tortura per essersi battuto contro l’occupazione del Tibet da parte del governo cinese.

L’articolo della rivista recensisce il video di una giovane regista giapponese: “Fire Under The Snow”, dedicato alla vita e alla lotta del monaco a favore dell’indipendenza del suo paese.

Tralasciando l’incredibile muro d’indifferenza che si respira in Italia sulla questione del Tibet, desidero condividere alcune considerazioni sull’avvincente incontro con alcuni monaci tibetani d’alto rango.

Assistere ad alcuni insegnamenti mi ha fatto apprezzare l’approccio scientifico del buddismo nel ricercare tutto ciò che funziona, tutto quello che è veramente efficace per il raggiungimento di un’esistenza felice e per comprendere l’illusione della sofferenza.

Apprezzo la semplicità dei monaci in grado di dare la stessa importanza a cose che sembrano apparentemente così distanti agli occhi di un occidentale abituato a gerarchie di valori precostituite e contaminate dalle apparenze e dal pregiudizio.

Sono in grado di cuocere un piatto di riso, dispensare i sacri insegnamenti degli antichi testi, ricevere un contributo per l’adozione di un piccolo monaco, recitare un antico, ripetitivo e potente ‘mantra’ con la stessa armoniosa naturalezza di chi conosce il potere dell’uomo nel decidere il valore da dare alle cose che fa. Consapevoli che questo potere è nulla in confronto all’infinito.

La naturale genuinità con cui si muovono nel mondo facendo sentire chiunque a proprio agio è contagiosa.

Entrare in contatto con loro fa comprendere chiaramente il livello profondo della loro ricerca spirituale e la millenaria competenza nel capire le emozioni degli uomini.

Grazie Palden Gyatso e grazie a tutti i monaci che quotidianamente con le loro preghiere e le loro azioni rendono il mondo un posto migliore.

Francesco Perticari

La libertà in uno sguardo