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Published in: leadership, libertà, vecchi post

La leadership dei seguaci

By Francesco Perticari

Seguire qualcuno o qualcosa richiede doti speciali.

“… Diamo il nome di ‘leader’ a una persona che si comporta in un certo modo in un gruppo e chiamiamo seguace un’altra persona, sebbene a pensarci bene è difficile dire quale dei due viene per primo o quale sarebbe la posizione dell’uno se non ci fosse l’altro.”
( da “Pragmatica della comunicazione umana” P. Watzlawick, J. H. Beavin, D. D. Jackson)

Prendo spunto dalla frase di questo libro per condividere alcune riflessioni sull’interpretazione multiforme del concetto di leadership e sull’influenza che può avere su ciascuno di noi.

E’ possibile comportarsi da leader quando si decide di essere dei seguaci, degli adepti, dei fan, degli allievi?

Io credo sia proprio in queste situazioni che nasce la necessità di comportarsi da leader.

E’ meglio mettere in campo le proprie qualità superiori anche nel seguire una persona o un ideale.

In queste situazioni è indispensabile far emergere il meglio di sé proprio per non correre il rischio di consegnare ad altri la responsabilità delle nostre azioni e della nostra vita.

Seguire qualcuno non significa annullarsi.

In altri termini la leadership, quella creativa, evolutiva, non è prerogativa di chi ha la responsabilità di condurre altri verso una meta, ma anche,e soprattutto, di chi si pone nell’atto di seguire.

Chi guida è guidato, a sua volta, da qualcuno.

Nel famoso film il gladiatore le qualità classiche del capo ci sono tutte ed è per questo che viene spesso usato nei corsi sulla leadership. Il generale Massimo Decimo Meridio, interpretato da Russell Crowe incarna le doti migliori del leader come la pro attività, il coraggio, il carisma, la comunicazione, la decisione, la capacità di valutazione dei rischi e molte altre. Ma l’espressione più vera della sua leadership la esprime quando decide di SEGUIRE i propri principi, sacrificando  la vita della moglie e del figlio, la libertà e la famiglia. Il suo atto più autorevole non è un atteggiamento stereotipato come la classica azione eroica, un comando coinvolgente, uno spunto motivazionale, uno slancio da grande guida, una vittoria sul campo. Il gesto da vero leader del generale romano è quello di dare retta allo scomodo principio della giustizia.

Il leader è un coraggioso interprete dei principi universali, li segue e li applica costantemente, con impegno e fiducia, mettendoli sempre al centro della propria vita.

La Leadership dell’evoluzione creativa è la capacità di sostenere, appoggiare e alimentare il vero sé nella realizzazione dello scopo della propria esistenza. A volte può essere necessario, per un periodo di tempo limitato, seguire le regole di altri; allora occorre farlo con consapevolezza.

E’ impossibile…

  • guidare se non si è capaci di seguire
  • trasmettere qualcosa se non si è in grado di ascoltare
  • comandare se non si è in grado di obbedire,
  • dare se non si ha la capacità di ricevere.
  • fare entrare se le porte sono chiuse.
  • attrarre se non si aderisce.

Un vero leader queste cose le sa.

Sa perfino che per esprimere al meglio la propria autorevolezza deve essere seguito da persone che abbiano il potenziale per governare positivamente la propria vita.

Egli non segue i cani da pastore e le pecore le lascia pascolare altrove.

Buona caccia, gladiatori di valori.

7 dicembre 2009

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