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Published in: allenamento per la mente, ispirazione, leadership, scrittura e creatività

Non sei alle prove

By Francesco Perticari

A volte dimentichiamo di essere attori.

Ci dimentichiamo del ruolo o dei ruoli che siamo chiamati a rappresentare nel corso della nostra esperienza in questo mondo.

Le ore scorrono, i minuti passano, i secondi volano e vaghiamo senza attenzione nel teatro della quotidianità, ignorando che lo spettacolo è in corso e il pubblico ha pagato il biglietto.

A volte una vocina mi scuote dalla distrazione come chi, durante lo recita, viene sorpreso a guardare altrove, ipnotizzato dai propri pensieri, intrappolati nei vicoli ciechi del cosa o del come fare, invece di librarsi con leggerezza nella magia dei perché.

Dietro le quinte la voce interiore sussurra: “Sveglia, sei in scena, lo spettacolo è iniziato!”.

Proprio ora.

La vita che stai vivendo, mentre leggi le parole sgualcite di questo blog, è l’unica, l’originale, la sola che puoi sperimentare. E sei in diretta.

Solo la prima ti è concesso rappresentare, senza repliche e senza prove.

Non vi sarà possibilità in futuro di riavvolgere il nastro, tornare indietro, riproporre la migliore espressione di te, in questo atto.

Potrai essere considerato un favoloso interprete solo se, da subito, cominci a recitare magistralmente il ruolo nel quale ti trovi.

La vita è il teatro dell’improvvisazione.

Semplicemente un canovaccio sbiadito nella mente e il resto è nelle tue mani, nella tua voce, nella tua postura, nelle parole e nelle azioni di ogni singolo fottuto istante.

Ogni secondo può essere un’opportunità per dimostrare quello che vali, oppure una maledetta occasione mancata.

Puoi solo far finta di avere un’altra possibilità ma è un’illusione, come tutto ciò che proietti nel futuro.

Quando calerà il sipario sul palcoscenico, sarai chiamato fuori a metterci la vera faccia, quella senza maschera e senza trucco, in un tempo privo di possibilità, aspettando il verdetto con la parrucca in mano.

Respiro, chiudo gli occhi e m’immagino l’apertura lenta della tende che scorrono a destra e a sinistra. Le luci illuminano la platea e il mio volto. M’inchino per rendere omaggio al pubblico e poi mi accorgo che a riempire le poltrone del teatro sono seduti i numerosi personaggi che ho interpretato nelle fasi della mia vita: ognuno protagonista di una storia, di un passaggio, di un periodo.

Tanti me in forme diverse. Il mio io bambino, l’io ragazzo e adolescente, l’io figlio, padre, fratello, marito, l’io sottomesso, ribelle, depresso o felice.

Tutti pronti ad applaudire o a tirare uova marce a seconda della mia performance. Questo è il momento in cui non vi sono scelte, non c’è più tempo per rimediare. Ogni occasione è perduta.

Quindi, cerca di ricordare.

O rappresenti il tuo meglio adesso, oppure non è detto che tu lo possa fare domani. Solo ora hai la sicurezza di costruire un’abitudine che potrà condizionare le prossime scene.

Il momento dell’eccellenza è adesso.

Il tuo turno per essere straordinario, è subito.

Occorre allenarsi a costruire se stessi nel momento presente… il resto, tutto il resto, vale meno di una matita spuntata.

Lo spettacolo è iniziato, queste non sono le prove.

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