Skip to content
Mobile menu

Published in: Agilità emotiva, altri modi di vivere, libertà, ringraziare

Lo scopo

By Francesco Perticari

Fra le nuvole e il cielo c’è il cuore della nostra identità

Molti di noi vivono credendo di essere delle nuvole, fanno piovere oppure si dissolvono nel cielo proprio come nuvole.

Si spostano velocemente e possono diventare neri cumuli minacciosi oppure splendide e colorate striature nel tramonto.

Possono scegliere qualsiasi forma, qualsiasi dimensione e possono disegnare orizzonti sempre diversi.

Riescono a  trasformare la cornice di intere giornate rendendole grigie o decorate, tristi o allegre, proprio come fanno le nuvole.

C’è un enorme ventaglio di possibilità nel credersi una nuvola, una grande possibilità di scelta e una incredibile libertà di espressione.

Credersi una nuvola tuttavia fa parte del nostro processo di identificazione che implica l’estensione del senso del proprio sè in un oggetto, un’attività, un’idea o un ruolo.

Essere nuvole  è solo una delle tante possibilità, forse quella che abbiamo scelto per essere accettati e amati dalle persone intorno a noi. Spesso rifiutiamo l’idea di farci vento, ad esempio per non spettinare i capelli delle persone che amiamo, e così ci precludiamo la gioia di gonfiare vele e fare volare aquiloni.

Arriva un momento nella vita di ciascuno di noi, spesso in età adulta, in cui le restrizioni imposte dal ruolo di nuvola ci cominciano a stare strette, abbiamo bisogno di relazioni più vere con le persone, cerchiamo di dare valore al nostro tempo e di puntare la mira verso obiettivi più profondi e in linea con uno scopo più alto dell’ ordinaria sopravvivenza.

In questi momenti, come una visione, alcune domande si fanno largo fra i nostri pensieri:

  • Per chi, per che cosa faccio quello che faccio?
  • Cosa voglio creare nel mondo che possa sormontare i limiti di me stesso?
  • Quale contributo posso dare per vedere e realizzare un mondo in cui sia bello vivere?

E’ cercando le risposte a queste domande che entriamo in contatto con la verità più profonda e  viene svelato il segreto.

Noi non siamo nuvole. Siamo il cielo.

Non solo un semplice contenuto, ma il contenitore e anche tutto quello che ci sta dentro.

Ci accorgiamo di essere  la totalità del nostro potenziale ed entriamo in contatto con la nostra vera identità.

Così impariamo a dedicare uno spazio del nostro essere a ciascuna delle emozioni e delle espressioni che ci sono state assegnate, che affiorano in ogni istante, anche quelle non gradite alla mente logica, alla società e agli altri.

Impariamo  ad accogliere tutto, persino le ombre, e il risultato è una grande casa piena di riconoscenza, di gratitudine e di sano equilibrio.

Una nuova strada si apre davanti al cammino.

Un luogo di ritrovata libertà sarà il villaggio in cui vivremo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *